Provincia autonoma di Trento
550 imprese con 206.000 soci in Provincia di Trento

La Grande Guerra

Da Giolitti alla Grande Guerra

L'economia italiana, sorretta da una congiuntura internazionale favorevole, dalla ristrutturazione del sistema bancario, dall'incentivo alle grandi opere pubbliche, dalla nuova politica industriale impostata dal ceto dirigente liberale, mostrò segni di confortante dinamismo.

Nel 1901 nacquero la Federazione Italiana delle Società di Mutuo Soccorso e la Confederazione Generale del Lavoro, la "Triplice Alleanza" del lavoro, un comitato composto dai maggiori esponenti dei movimenti cooperativi, mutualistici e sindacali; e tra il 1904 e il 1910 furono dodici i provvedimenti legislativi volti a favorire più o meno direttamente la cooperazione.

A conferma del ruolo di primissimo piano svolto dal movimento cooperativo italiano, la Lega Nazionale delle Cooperative venne ammessa a far parte in Italia dei Consigli Superiori del Lavoro, della Previdenza, dell'Emigrazione e della Commissione Centrale delle Cooperative e, all'estero, dell'Alleanza Cooperativa Internazionale. I risultati non si fecero attendere e si passò dalle 3800 società esistenti nel 1902 alle 5065 del 1910.

Il primo conflitto mondiale ebbe chiaramente riflessi negativi anche nel settore cooperativo osteggiato dall'aumento dei costi e dalla stasi dei beni di consumo. Allo scoppio della Grande Guerra in Italia si contavano 7429 cooperative con un milione e 800 mila soci (di queste 2408 appartengono al settore di consumo, 3022 alla produzione e lavoro, 1143 al settore agricolo, 105 alle assicurazioni). Ma all'indomani della vittoria sul fronte alpino, tra il 1919 ed il 1920, nel nostro paese si assistette ad un vero boom cooperativo, stimolato in parte dalla forte disoccupazione e dall'aumento sfrenato dei prezzi. Nel 1921 le cooperative erano 25.000 e contavano oltre due milioni di soci.