Provincia autonoma di Trento
In ogni valle opera una cooperativa

Il miracolo economico

Dal miracolo economico ad oggi

Sempre nello stesso anno si costituì l'Unione Nazionale Cooperative Italiane (U.N.C.I.), grazie all'impegno di un gruppo di ispirazione cattolica. Ma se i segnali di una ripresa del movimento cooperativo si erano sentiti a partire dai primi anni settanta, fu con le elezioni del 1975, in cui si registrò una forte svolta a sinistra del paese e particolarmente verso il Partito Comunista Italiano, che il ruolo del movimento cooperativo, quale originale protagonista imprenditoriale, "terza via" nello sviluppo economico del paese, alternativa sia al capitalismo privato che al sistema delle pubbliche imprese, venne fortemente riproposto.

L'interesse che il movimento cooperativo suscitò con la politica di rilancio in una congiuntura economica avversa favorì quello straordinario sviluppo del movimento stesso tra gli anni 1977 e 1979. Nuove sfide si prospettarono a partire dagli anni ottanta, nel momento in cui il sistema produttivo, modificato profondamente da importanti trasformazioni, pose al movimento cooperativo il problema di come agire sul mercato senza tuttavia smarrire i propri valori della solidarietà e della mutualità.

Dalla crisi, che aveva scosso fino ai massimi livelli il mondo cooperativo con le dimissioni del presidente della Confederazione, il movimento uscì lentamente a partire dal 1984. In quell'anno il terzo Congresso Nazionale, tenutosi a Roma, rilanciava la sfida ai grandi problemi produttivi del nostro paese: l'occupazione nel Sud, l'agricoltura e la piccola imprenditoria. Per affrontare simili sfide si avvertì impellente la necessità di ingenti capitali, e la cooperazione da un lato optò per l'accesso al mercato dei capitali (pur rimanendo un'impresa di persone con scopi mutualistici), dall'altro scelse l'aumento dell'autofinanziamento. Fu il momento in cui nacque la Banec, una banca nazionale con sede a Bologna, si potenziò Fincooper e Unipol entrò in Borsa.

Sempre negli stessi anni la legge n. 49 del 27 febbraio 1985, detta Legge Marcora, prevedeva l'istituzione di un fondo speciale a favore delle cooperative costituite tra lavoratori in cassa integrazione guadagni utilizzabile sia per l'acquisto dell'azienda in difficoltà presso la quale avevano lavorato, sia per la costituzione di una nuova società (al di fuori del settore agricolo). Sulla scia di questi incentivi il movimento accelerò lo sviluppo economico, grazie anche ad alcune importanti iniziative come la costituzione di FINEC (Finanziaria Nazionale dell'Economia Cooperativa) controllata dal Fincooper e della Società Finanziaria Meridionale (SoFiMer) in collaborazione con Isveimer e Banco di Napoli.

Mentre il movimento cooperativo si espandeva anche nel settore delle costruzioni, determinando una crescita quantitativa tanto imponente da costringere le società a riflettere sulle caratteristiche del proprio essere cooperative, la legge n. 59 del 31 dicembre 1992 introduceva importanti novità riguardo le modalità di finanziamento delle cooperative. Si istituì una nuova categoria di soci sovventori le cui risorse finanziarie possono essere utilizzate nell'ambito di fondi per lo sviluppo tecnologico e per la ristrutturazione e il potenziamento aziendale.

La sfida, oggi, consiste in un rilancio del movimento nella società che passi attraverso una profonda presa di coscienza della natura sociale della cooperazione e la valorizzazione del ruolo del socio. La Cooperazione si propone ai nostri giorni come attività produttiva gestita direttamente da chi lavora e rivendica, come ha fatto sin dalla sua nascita, il diritto per tutti i ceti sociali di accedere all'esperienza dell'impresa, di produrre reddito, occupazione e solidarietà.